Degustare la cucina trentina
Il gusto dei piatti della gastronomia tipica della Val di Fiemme
La cucina trentina, lo sa il lettore che ha già incontrato nei suoi percorsi enogastronomici, le prelibatezze della terra di questa regione, è una cucina povera. O meglio, è una cucina di montagna, che dunque fonda le proprie basi sulle materie prime che in montagna, da sempre, è stato facile reperire.
Immaginate la vita, anche solo 100 anni or sono, a 1.200 metri di altitudine: l’occupazione principale vedeva le persone impegnate nei campi o nei boschi. Pochi campi coltivati a graminacee, spazio per la viticoltura, e poco più a valle per la coltivazione delle mele. La tradizione della conservazione della carne ci consegna lo speck così come salumi, wurstel e salsicce affumicate, in un mix di gusti che risente dell’influenza del vicino territorio tirolese e sudtirolese. Il pane è nero, così come la farina, e impreziosito da semi di finocchio, o da patate.
Tra i primi si annoverano gli strangolapreti, le minestre di orzo e soprattutto i canederli, fatti con pane raffermo, latte, formaggio e pezzi di speck. I frutti di bosco che qui crescono copiosi sono il tocco di eleganza dei dolci, a capo dei quali fa bella mostra di sé lo strudel. Le marmellate e le composte sono il compendio di piacere a base di mirtilli… uguale dignità possiede, in Val di Fiemme, il miele (da non perdere quello di rododendro).
Dal latte di mucca o di capra provengono i formaggi trentini, freschi e stagionati, così come gli yogurt: il gusto è unico, perché gli animali hanno potuto nutrirsi delle erbe profumate e ricche di sapore degli alpeggi in alta quota. Tipici della Val di Fiemme sono il Fontal di Cavalese, il Formae Val di Fiemme, oltre ai caprini e al famoso Trentingrana. La qualità dei formaggi è garantita in Valle dalla presenza del Caseificio della Val di Fiemme che ha sede a Cavalese.
Per quanto riguarda i vini, l’eccellenza del Trentino non ha eguali in tutta Italia: le diverse altitudini, la vicinanza con il microclima del Lago di Garda, i diversi vitigni che sono stati mantenuti e curati inalterati nei secoli consegnano all’amante delle degustazioni bottiglie pregiate. I nomi si sprecano: Marzemino, Teroldego, Mueller Thurgau, Nosiola, Vino Santo. Molti di questi si fregiano della dicitura Doc.
Discorso a parte meritano le grappe, che profumano di sottobosco e ripercorrono i tracciati olfattivi della storia trentina. La grappa prodotta secondo i canoni indicati dall’Istituto di Tutela della regione viene distillata con un metodo particolare che la rende morbida e leggera.
Se siete in vacanza all’Hotel Shandranj, chiedete informazioni per ricevere l’elenco degli operatori che partecipano al progetto “Tradizione e gusto”, che ha l’obiettivo di consegnare ai turisti il meglio della Val di Fiemme.
Immaginate la vita, anche solo 100 anni or sono, a 1.200 metri di altitudine: l’occupazione principale vedeva le persone impegnate nei campi o nei boschi. Pochi campi coltivati a graminacee, spazio per la viticoltura, e poco più a valle per la coltivazione delle mele. La tradizione della conservazione della carne ci consegna lo speck così come salumi, wurstel e salsicce affumicate, in un mix di gusti che risente dell’influenza del vicino territorio tirolese e sudtirolese. Il pane è nero, così come la farina, e impreziosito da semi di finocchio, o da patate.
Tra i primi si annoverano gli strangolapreti, le minestre di orzo e soprattutto i canederli, fatti con pane raffermo, latte, formaggio e pezzi di speck. I frutti di bosco che qui crescono copiosi sono il tocco di eleganza dei dolci, a capo dei quali fa bella mostra di sé lo strudel. Le marmellate e le composte sono il compendio di piacere a base di mirtilli… uguale dignità possiede, in Val di Fiemme, il miele (da non perdere quello di rododendro).
Dal latte di mucca o di capra provengono i formaggi trentini, freschi e stagionati, così come gli yogurt: il gusto è unico, perché gli animali hanno potuto nutrirsi delle erbe profumate e ricche di sapore degli alpeggi in alta quota. Tipici della Val di Fiemme sono il Fontal di Cavalese, il Formae Val di Fiemme, oltre ai caprini e al famoso Trentingrana. La qualità dei formaggi è garantita in Valle dalla presenza del Caseificio della Val di Fiemme che ha sede a Cavalese.
Per quanto riguarda i vini, l’eccellenza del Trentino non ha eguali in tutta Italia: le diverse altitudini, la vicinanza con il microclima del Lago di Garda, i diversi vitigni che sono stati mantenuti e curati inalterati nei secoli consegnano all’amante delle degustazioni bottiglie pregiate. I nomi si sprecano: Marzemino, Teroldego, Mueller Thurgau, Nosiola, Vino Santo. Molti di questi si fregiano della dicitura Doc.
Discorso a parte meritano le grappe, che profumano di sottobosco e ripercorrono i tracciati olfattivi della storia trentina. La grappa prodotta secondo i canoni indicati dall’Istituto di Tutela della regione viene distillata con un metodo particolare che la rende morbida e leggera.
Se siete in vacanza all’Hotel Shandranj, chiedete informazioni per ricevere l’elenco degli operatori che partecipano al progetto “Tradizione e gusto”, che ha l’obiettivo di consegnare ai turisti il meglio della Val di Fiemme.
